IGNAZIO BAVA E GIANNI BECCARIS.

Un merito i dimostranti di Roma lo hanno avuto:hanno costretto La Russa ed Alemanno a svelarsi per quello che sono.
Epigoni fortunati dei tanti personaggi che,prima di loro,si sono distinti per vigliaccheria,politica si intende,e per lo spirito vigliaccamente reazionario contro chi reclama il proprio diritto alla vita,al proprio futuro ed al proprio presente.
Assurti a posizioni dominanti per meriti familiari,coccolati da padri,padrini,suoceri e consorti,questi vecchietti ex bambini terribili,sono tra coloro che più strillano,strepitano e reclamano vendetta contro quei sei settecento disturbatori della quiete pubblica che hanno scorrazzato per Roma in un assolato pomeriggio di ottobre.
Vendetta,galera,repressione.Chi è incazzato contro i ladri del debito pubblico,chi vuole tornare ad essere normale,chi vuole togliersi dalle spalle l'osceno fardello di una classe dirigente parassita e bastarda,deve essere neutralizzato,isolato,perseguitato.
Misure preventive,ha chiesto il sindaco leccese di Roma capitale,misure preventive...
Andando oltre i vari Giovanardi,Cicchitto e Capezzone,il piccolo Gianni è andato ancora più oltre,oltre il suo passato,oltre i suoi trascorsi,oltre la sua storiella personale,subito seguito dal sicilianetto lombardo siculo.
Bava Beccaris è il loro idolo,ed Augusto Pinochet è l'esempio da imitare.
Divieto di manifestazioni,schedatura dei facinorosi,retate e sequestri di persona preventivi,e se questo non bastasse,via libera alla repressione,alle cariche,alla violenza istituzionale ed indiscriminata.
Ridicoli,ridicoli e pericolosi questi due personaggi,che dopo aver leccato per decenni le chiappe del loro mentore politico,dopo aver finto,per decenni,di essere,udite,udite,fascisti,hanno cambiato chiappe,hanno riscoperto che andare oltre porta bene,porta vantaggi,porta successi ed apre le porte del "palazzo" e gli ingressi delle discoteche.Il leccese romano e romanista ed il siculetto lombardo ed interista,frustrati forse dalle loro squadre,vogliono vendicarsi e sognano lo stadio come non più luogo di sport ma come sede di concentramento per quanti non ci vogliono stare.
Ridicoli,pericolosi e vigliacchi,politicamente si intende.
Ma debbono stare attenti,in campana e pronti a tutto,anche alla fuga.
Negli stadi capita,è già successo,che il pubblico esasperato,invada il campo e faccia sfracelli.
Occhio,bavosetti e beccarini,il campo di cui si parla non ha recinti,fossati o reti di protezione.Il campo di cui si parla è il campo della vita,della gente,del popolo.E' un campo senza confini ed è di tutti,non solo dei vostri compari,dei vostri parenti e dei vostri padrini,suoceri e consorti.
Occhio,bavosetti e beccarini...