2011, L'ANNO DEL CANE NELLA FATTORIA DEGLI ANIMALI.

Dal diario di un'aquila rassegnata(hieraaetus fasciatus)...
"Secondo l'antichissimo calendario lunare cinese,ogni anno è caratterizzato da un animale.Questo 2011 è l'anno del cane. Non ho mai creduto troppo ai segni zodiacali ma all'anno del cane ci credo,molte ed evidentissime sono le prove.
Dall'alto del mio nido riesco ad osservare tutto o quasi e,se analizziamo la situazione,vediamo incontrovertibilmente che dal 2010,anno del maiale(sus domesticus,in cinese "hai"),siamo passati all'anno del cane(canis lupus domesticus,in cinese "xu")e ci siamo passati in maniera indolore ma certa.
Il 2010 è stato caratterizzato dai comportamenti maialeschi del piccolo grande porco che governa la fattoria,dal tentativo non riuscito di un coniglio distinto e tremebondo,di rovesciare il piccolo grande porco,dalla voglia degli sciacalli delle montagne verdi di accelerare il loro pacifico distacco dal regno insopportabile della fattoria e dalla ennesima dimostrazione di infinita pazienza da parte del 54% del mondo delle formichine operaie,grandi lavoratrici,messe a dura prova dalla mancanza di lavoro,dalla perdita di dignità,dal pagamento del pizzo e dal futuro incerto.
Lo stesso piccolo grande porco,sentendo il suo potere vacillare e temendo di essere inviato al macello,si è deciso ad agire e,approfittando del passaggio d'anno,ha lasciato le vesti del porco per indossare quelle di uno dei più famosi canidi,lo sciacallo dorato(canis aureus).
Si è comprato alcuni vermi,ha promesso sobrietà ai gran sacerdoti della setta degli scarafaggi,proni e benedicenti ed è,finalmente,passato all'azione.
Attraverso un corvaccio,dalla livrea italo-canadese,ha riformato in un sol colpo il mondo del lavoro. Con l'aiuto della maggioranza delle iene ridenti,ha sconquassato le rappresentanze animalesche di categoria. Sfruttando la crisi economica che non c'è ma che hanno gli altri,ha interrotto gli approvvigionamenti di cibo e bevande,necessari allo sviluppo di gran parte dei sudditi del regno. Con la scusa della modernizzazione delle strutture ha soppresso il diritto allo studio dei figli delle formichine,finanziato le scuole degli scarafaggi,frequentate dai figli delle vacche più integraliste della fattoria e,dulcis in fundo,per decreto ha ordinato a tutti gli animali poveri di non ammalarsi ed ai gufi togati di non azzardarsi più a provare di aggiustare i fax,le fotocopiatrice ed i computers con cui cercavano di applicare la giustizia.
Insomma,con un colpo di coda,quello che non era riuscito al piccolo grande porco,rappresentante del clan dei "sus mediolanensis",riesce,senza opposizione delle oche neanche starnazzanti e dei capponi reggiani(gallus-gallus rimboccatus),allo sciacallo aureo.
In questo quadro,il potere del piccolo grande porco si consolida,le sue amiche iene si arricchiscono,i fedeli avvolto continuano a leccare,volare e lucrare,le zoccole(femmine ed anche minorenni)del "mus musculus chinensis" fanno carriera e perfino lo scalcagnato lupo(canis lupus toto marsicanus)riacquista il pelo e compra le autostrade.
Finalmente vince il partito dell'amore ed il governo del fare. La fattoria degli animali vive di nuova vita:le vacche fanno le vacche,le troie fanno le troie,i verretti fingono di essere figli di verro ed il resto delle bestie fanno quello che debbono fare:mute ed obbedienti,abbozzano.
Non potendo contare nell'aiuto del vecchio saggio e prudente tapiro dalla gualdrappa che,sulla collina più alta della fattoria,si stupisce,ammonisce,rileva e firma,firma,rileva ed ammonisce,la speranza per la nostra umanità animalesca,può risiedere solo sulle malattie endemiche e ricorrenti che colpiscono gli animali. Nel nostro caso la peste suina e la torsione dello stomaco,
Ci credo poco ma ci spero tanto e continuo stancamente a volare..."
Quanto riportato l'ho tratto da uno scritto inedito dell'anarchico inglese George Orwell,non è stato mai inserito in una delle sue opere e l'autore ci tiene a farci sapere che i fatti,i personaggi e gli avvenimenti riportati sono puramente immaginari e non hanno alcun riferimento con la situazione nazionale.
Da noi va tutto bene,anzi meglio.
Grazie porco...