RESTA LONTANO,ALE,RESTA LONTANO.

Questo è un post indirizzato a mio figlio che,nel profondo della Patagonia vive beato gli sviluppi di un tentativo operaio di autogestione di una fabbrica di sanitari,depredata e poi abbandonata dai precedenti proprietari. I lavoratori argentini non si sono voluti arrendere e,rimboccatesi le maniche,ma non alla maniera ridicola di quel risibile di Bersani,hanno preso in mano la situazione ed hanno ripreso il lavoro,il loro lavoro.
Ma,in Patagonia,mio figlio non ha tutte le notizie che abbiamo noi quì,non conosce la situazione,non conosce nulla della guerra della mondezza,non sa della guerra civile tra le mondezze,dei ricatti,delle minacce,degli attentati e delle aggressioni che ormai,contraddistinguono la nostra vita e che avvelenano la nostra convivenza,molto di più dei veleni sversati nelle discariche del Vesuvio.
Mio figlio non sa delle minacce cialtrone alla povera Marcegaglia,la vergine delle industrie con inquinanti,non sa o non ha saputo dell'attentate con pistola fumante,ai danni del principe dei giornalisti Belpietro,lauratosi a pieni voti in giornalismo,onnipresente negli studi televisivi ma mai presente in uno studio dentistico.
Non sa,e non ha potuto sapere dell'aggressione vile e violenta,squadristica,fascistica e comunistica,perpetrata ai danni del tenue Capezzone,attaccato in pieno centro di Roma da un uomo mascherato,forse,comunque non individuato,che gli ha sferrato un gran pugno in pieno viso. Il buon Daniele è stato sorretto da uno dei suoi capi,certo Verdini ,che dimenticando l'appuntamento col Gran Capetto Tinto,ha accompagnato l'aggredito al più vicino pronto soccorso. I medici del quale,allertati e preparati al peggio,come hanno visto la vittima dell'odio ideologico,si sono talmente spaventati che lo hanno immediatamente inviato allo studio televisivo di SKY per una pronta intervista.
L'intervista ha avuto esito positivo,la prognosi è tranquillizzante ed il Capezzone ha potuto mostrare a tutti il suo bel viso,intatto,pulito,accattivante e desiderabile. Così,anche Pannella,precedente estimatore ed amabile frequentatore della vittima del brutale attacco,ha tirato un sospiro di sollievo,come l'aggressore.
In effetti,il nuovo Dumini del terzo millennio,si è dileguato,non è stato riconosciuto,non è stato inseguito e non si è neppure dovuto preoccupare di fornire un alibi.
Primo motivo perchè,come dice il capo scorta di Belpietro il recidivo A.M.,io l'ho visto,io gli ho sparato,io lo ho inseguito ed io l'ho perso,così anche Verdini,testimone,soccorritore e coordinatore del PdL,al poliziotto di turno al pronto soccorso,a domanda ha risposto io c'ero,io non ho visto l'aggressore,io non ho visto il pugno,io non ho visto il sangue,io non so nulla dei 60 milioni di euro della Banca coperativa,la Banca d'Italia è comunista ed ho tanta voglia di piangere.
Secondo motivo perchè sono tanti i milioni di italiani che darebbero volentieri un manrovescio al Capezzone ed altrettanti quelli che lo prenderebbero a calci in culo e,fra tanti,come si potrebbe riconoscere il fortunato?
Il poliziotto che non si chiama A.M. viste (o non viste)le cose ha aperto e chiuso la pratica. Si vuole fare i cazzi suoi,mica vuole essere trasferito come A.M. ma,per amor patrio,ha assicurato che se si dovesse trasferire il Verdini dalla sua residenza romana ad un albergo,lui,il poliziotto paraculo,lo scorterebbe volentieri ed anzi,suggerirebbe anche il nome dell'albergo : il famosissimo hotel Regina,con ampie vedute panoramiche sul biondo Tevere,privo di posto macchina ma con doppi,tripli e quadrupli servizi.
Per questo,Ale,resta lontano,non tornare. Meglio l'Argentina delle pampas e delle vacche che l'Italia delle balle e dei maiali in guerra tra loro.