ALESSANDRO,MAURIZIO,NICOLINO E VITTORIO.

I quattro segugi nazionali,i moschettieri del re e della regina,sono ripartiti. Tralasciando l'osso di Emma e non dimenticando quello di Gianfranco,hanno attraversato l'oceano e,aiutati anche questa volta dal Valterino pronto a tutto,sono scesi in una pensioncina di Saint Iohn,nell'isola di Antigua,poco più a nord di Saint Lucia.
Destinazione una strana manovra finanziaria ed immobiliare,simile a quella porcatina di Montecarlo ma molto,molto più grande.
Come i cani in impermeabile,bavero rialzato ed occhio vispo,aiutanti del giudice cattivo di Roger Rabbit,fiutato l'osso speculatore,si sono gettati sulle piste,senza guardare in faccia nessuno,nemmeno il loro Padrone.
Avremo,così,una serie di articoli,di accuse,di denuncie,di richieste di dimissioni rivolte,perentoriamente,al loro Presidente del Consiglio,nonchè loro Editore,nonchè loro Padrone.
Non mi meraviglierò,certo,quando inizierà su "Libero",sul "Giornale" e sull'"Avanti" la lunga crociata doverosa e benemerita,per moralizzare la vita pubblica,emendare la politica e riaffermare la legalità nelle abitudini di questo Paese.
Di fronte ad una esportazione di qualche milione di euro,alla cessione di Sevscenko ed all'acquisto di un qualunque ministro di Antigua,nero come i movimenti finanziari verso le Isole Caraibiche,che cosa vale il "di meno" pagato dal cognatino impudente?
Un cazzo.
E per questo,plaudo fin d'ora,al coraggio,alla determinazione,alla onestà intellettuale ed a quella materiale dei quattro segugi: hanno rifatto proprio il grido dei moschettieri "tutti per uno ed uno per tutti".
Ed infatti loro sono tutti per il loro "Re Tinto" ed il "Re Tinto" è tutti loro.
Al punto di pagare lui,il "Tinto",le spese ed a costo di pagarle anche al ministro nero e,naturalmente,in nero...