L'ITALIA PROSSIMA VENTURA.

Al di là delle considerazioni sui nostri dirigenti malavitosi,sulle leggi personali e particolari e sulle aspettative della gente ignorate e calpestate (TAV,Vicenza,nucleare,acque privatizzate ecc.ecc.),quello che mi angoscia,sul futuro del nostro paese,è l'aumento della forbice tra normali e privilegiati,tra lavoratori e super furbastri,tra poveri cristi e rampanti detentori del potere.
Con l'ultima normativa sui rapporti di lavoro,quella legge che codifica la rinuncia preventiva,da parte di un neo assunto,a ricorrere al giudice in caso di licenziamento e che in pratica annulla i diritti derivanti dal famoso art.18,il liberismo capitalista distrugge quel poco di solidarietà che ancora regola i rapporti tra cittadini.
Trionfa l'egoismo dei padroni del vapore,quelli alla Marcegaglia,per intenderci,quelli alla Tanzi,quelli alla Tronchetti,alla Marchionne ed alla Thyssen e di tutte quelle imprese che,dopo aver raschiato il barile pubblico,scappano con i miliardi rubati e lasciano migliaia di famiglie senza lavoro,senza presente e senza futuro.Il tutto con la complicità dei sindacati e la acquiescenza della cosidetta opposizione.
Questa gentaglia governante,di destra e di sinistra,che a fronte di una crisi drammatica,è l'unica a guadagnarci come uno strozzino che approfitta delle difficoltà altrui,questa gentaglia merdosa al potere consolida e blinda i propri privilegi affamando chi è al di fuori del proprio giro,occupandosi e preoccupandosi del futuro,roseo il suo e nerissimo il nostro.
Da domani un giovane fornito di tanto culo da dover essere chiamato per un lavoro,dovrà piegarsi preventivamente ad essere licenziato senza alcun motivo se non l'interesse del 'padrone'. Perderà,per imposizione preventiva,anche il diritto di salire su un tetto o di rinchiudersi all'Asinara.
Questa è e sarà sempre di più l'Italia prossima ventura,questa sarà,ma già lo è,l'Italia liberal-capitalista,l'Italia della competizione,della meritocrazia e dei migliori che andranno avanti.L'Italia dei Prodi,dei Berlusconi e delle trote leghiste.
E' questo che vogliamo?
Chi scrive ha due figli,una lavora nella nostra piccola azienda,l'altro in una onlus no-profit.Loro,i miei figli,un lavoro lo hanno ed hanno anche un futuro,spero.
Ma gli altri,i tanti altri figli di operai,di impiegati,di commercianti in crisi,di partite IVA in bilico e strozzate dalle banche,i figli di licenziati e di licenziandi,che futuro avranno?
Saranno capaci di reagire e di incazzarsi o,come sostiene Daniele Luttazzi,offriranno con gioia il loro culo(e non in senso metaforico)al soddisfacimento delle voglie di chi plebiscitariamente è stato delegato a governarci?
Ho molti dubbi sulla volontà di reazione ma,a proposito di metafore,ho una granitica certezza: Emilio "fido" Fede è un poveraccio ed un testa di cazzo,sempre metaforicamente parlando e scrivendo...