MI HA SCRITTO GIANFRANCO FINI.

"" Caro Di Battista,mi dimetto da Presidente della Camera.
E' una decisione sofferta,maturata in questi anni di crescita culturale e di successi,per me,politici e personali. E' una scelta determinata da una analisi della situazione e dal monitoraggio dei comportamenti dei miei compagni di viaggio.
Come sai tu, e lo sanno tanti altri vecchi amici,ho creduto molto in questa mia evoluzione,ci ho creduto al punto da sacrificare antiche certezze e consolidate amicizie. Ho percorso la strada dell'omologazione per poter progredire e poter contribuire alla creazione di una situazione nuova,fatta di rispetto delle regole e di rispetto della gente.
Ho rotto con il passato,ho rotto con gli amici che,come te,non hanno condiviso le mie decisioni.
Ho cercato,lealmente,di dire qualcosa di nuovo e di poter proporre un modello che,pur se distaccato dal mio passato,potesse divenire punto di riferimento per le persone per bene e specialmente per quelle che,richiamandosi ad altri principi,erano state escluse dai processi decisionali del nostro Paese.
Ho provato e non ci sono riuscito.
Oggi è peggio,peggio di ieri e,temo,il domani lo sarà ancora di più.
Il nostro Paese si è perso. Si è perso dietro i peggiori istinti e le peggiori prevaricazioni. L'istinto della superiorità ha fatto rinascere un razzismo retrivo e stupidamente intollerante. L'istinto della conservazione ha dato fiato ad un totale disprezzo per le necessità altrui. L'istinto del successo ha concimato una smodata sete di ricchezza che ha portato chi dirige questo Paese a calpestare ogni principio di equità e di moderazione. L'istinto del potere ha determinato una politica di totale superamento delle regole,politica che ha portato alla elevazione alla ennesima potenza delle barriere tra i cittadini ed alla creazione di solchi invalicabili tra 'la casta' privilegiata e la gente sempre più emarginata.
Non mi ci ritrovo più in questa situazione e non sono più disposto ad associare il mio nome a questa melma imperante,a questo ciarpame governante.
Non è questo il Paese che avevo immaginato e,sono certo che,continuando solo a godere dei risultati di cariche ed onori,non potrei fare nulla per cambiare,o tentare di cambiare,le cose.
Per questo mi dimetto dalla Presidenza della Camera,per questo rinuncio alla terza carica dello Stato,per questo,con i pochi fedelissimi che mi sono rimasti,inizio una nuova lotta di Liberazione.
Liberazione dal cesarismo,liberazione dal sopruso del denaro,liberazione da questo dispotismo consolidato e soffocante.
Liberazione equivale a Libertà ed è proprio in nome della Libertà che chiedo il tuo e degli altri vecchi amici,consenso ed aiuto.
Oggi,quì da noi,il problema non è più la contrapposizione ideologica,anche se conosco,e riconosco,l'attaccamento che hai sempre dimostrato per la tua Idea. Oggi il problema si riduce ad una lotta di sopravvivenza. Dobbiamo,tutti,impegnarci contro il malcostume,il malgoverno,la malavita. Tutti dobbiamo tendere allo stesso scopo:restaurare il rispetto,la dignità,l'eguaglianza. In una parola,dobbiamo riportare la Democrazia nel nostro Paese e lo possiamo fare solo percorrendo una nuova strada e liberandoci dai legami che abbiamo avuto,anche per mia (ir)responsabile scelta,con quanti,invece,considerano l'Italia loro personale territorio di caccia,senza regole e senza limiti.
Mi dimetto e chiedo il tuo e degli altri,impegno a contribuire a questa svolta che,parafrasando una delle espressioni che più piacevano a Pino Rauti,è e dovrà essere veramente epocale.
Che Dio ci aiuti.
Con stima,Gianfranco Fini "".
Ho ricevuto questa lettera a tarda notte.
Questa mattina mi sono svegliato...