QUELL'ABORTO DEL SENATO.

Non sono favorevole all'aborto ma sono del parere che ognuno possa fare quello che vuole,senza limitare le libertà del prossimo.
Non sono favorevole all'aborto ma l'aborto c'è ed è sancito dalla volontà dei cittadini e regolato da una legge dello Stato.
Il blocco specioso alla vendita della 'pillola del giorno dopo',deciso a maggioranza dalla Commissione Sanità del Senato,lo giudico una atrocità,una nefandezza,una porcheria degna solo di qualche vecchio ipocrita,epigono dell'integralismo più totale e della peggiore cattiveria dell'animo umano.
Cattiveria,sì,perchè con la pillola vietata si consentirebbe ad una donna che ha deciso di abortire,di non doversi sottoporre ad un pesantissimo trauma psichico e fisico.La potremmo considerare una pillola anti dolore per chi avesse comunque deciso di subire un aborto.
Ma si sà,i personaggi alla Giovanardi,alla Gasparri,alla Binetti,in nome della carità e dell'amore 'cristiano',godono e fanno di tutto per lasciare alla gente comune dosi sempre più massicce di lacrime,dolore e sangue.
Rimango contrario all'aborto ma mi chiedo il perchè di tanta cattiveria e mi domando pure quanto siano "cattivi" gli ispiratori d'oltre Tevere di questa decisione.Per contrattare di "perdonare" politicamente i peccati del Tinto Bass,non potevano accontentarsi dell'8 per mille,dell'esenzione IVA,del maggior finanziamento delle scuole confessionali e della partecipazione privilegiata,ma non straordinaria,all'aumento delle cubature edilizie previste nel nostro paese? Perchè hanno preteso anche questa cattiveria?
Hanno forse stabilito che Cristo,in nome del relativismo liberista sia entrato nel tempio con il tortore,e ne sia uscito convinto dai sacerdoti e dai farisei di allora che è meglio un mercante ricco e felice piuttosto che una povera donna in procinto di abortire?