D'ALEMA A CIVITA CASTELLANA. SE LO CONOSCI LO EVITI...

Massimo D'Alema,il conte "max",la volpe nel deserto "democratico" viene a Civita Castellana per appoggiare la campagna elettorale del candidato asettico delle ex sinistre locali.
Figlio di Giuseppe,funzionario a pagamento del PCI,il nostro baffino nasce il 20 aprile del 49.
Dal compimento del primo compleanno appare destinato ad una strepitosa carriera fatta di passioni(barche a vela e sale bingo)e di sogni(inconfessati ma registrati).
Totalmente ignaro di qualsiasi lavoro,a tredici anni è iscritto d'ufficio al partito dei lavoratori.
Di intelligenza sopraffina fonda il suo successo su granitici caposaldi:le relazioni del papà,le sue doti cerebrali e le disgrazie altrui.I suoi trampolini di lancio sono i funerali di Juri Andropov,la morte di Enrico Berlinguer,l'infarto di Alessandro Natta,il suicidio politico di Achille Occhetto e la discesa in campo di Silvio Berlusconi.
Assurto ai vertici del potere ne sa cogliere,acutamente,gli aspetti più vantaggiosi.
Un appartamento pubblico in affitto privilegiato.
Una televisione privata finanziata con soldi pubblici.
Due mogli che si procura da se.
Tre barche che gli procurano gli amici ed un cantiere compiacente.
Tante,tantissime idee,farina del suo sacco.
Proprio le sue tantissime idee lo portano avanti,consentendogli di superare,sopravanzare e distanziare i suoi compagni di merendine,da Mussi a Veltroni,da Fassino a Rutelli.
Intuisce per primo la necessità di distruggere la tutela del lavoro e la dignità dei lavoratori introducendo le prime proposte "Biagi".
Intuisce per primo la necessità di minare la 'laicità' dello Stato,iniziando il finanziamento delle scuole private e confessionali a scapito della scuola pubblica.
Intuisce per primo la necessità di appecoronarsi agli interessi del capitalismo nord americano,autorizzando i bombardamenti sulla Serbia.
Intuisce per primo la convenienza di appecoronarsi agli interessi del capitalismo arcoriano,definendo Mediaset "una risorsa per il paese" ed i magistrati di Mani Pulite il "soviet di Milano".
Chiamato all'incarico di Capo del Governo su indicazione,tra gli altri,di tale Kossiga Francesco e di tale Mastella Clemente,ne viene scacciato dalla inattesa vittoria alla regione Lazio di tale Storace Francesco,detto "chicco".
Ha,tuttavia,lasciato e lascia,solchi indelebili nella storia patria,costellando la sua carriera di successi imperituri,iniziati nel 1985,con un finanziamento illecito ma prescritto,di 20 milioni di lire ottenuto dal noto galantuomo barese Cavallari Francesco.
Membro della Camera dei Deputati dal 1987.
Membro della Conferenza dei Presidenti di Delegazione.
Membro della Commissione per il Commercio Internazionale.
Membro della Commissione per la Pesca.
Membro della Commissione per gli Affari Esteri.
Membro della Sotto Commissione per la Sicurezza e la Difesa.
Membro della Delegazione permanente per le relazioni con il Mercosur.
Membro della Delegazione per le relazioni con i Paesi del Maghreb.
Membro Vice Presidente della Internazionale Socialista.
Membro Presidente della Fondazione di Cultura Politica Italianieuropei.
Membro fondatore del Movimento Politico ReD.
Membro tout-court ad honorem,Pico della Mirandola gli fa una sega.
Sono noti i suoi amorosi sensi con Consorte Giovanni e la sua Unipol.
Sono noti i suoi disamorosi dissensi con il giudice Clementina Forleo e le sue indagini.
Non sono noti,al momento,i suoi interessi,i suoi introiti,le sue prebende,le sue pensioni e le sue aspirazioni.
Non sono noti neppure i motivi della sua visita a Civita Castellana in compagnia di tale Sposetti Ugo.
Noi non siamo ex comunisti,ex post comunisti,ex democratici di sinistra e neppure democratici ma siamo,comunque ospitali nei confronti di chi ci viene a trovare.
Ospitali ma non coglioni.
Benvenuto Massimo D'alema,volpe nel deserto democratico ed esponente privilegiatissimo della sacra casta unita.
Benvenuto una ceppa...