FINI E LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA.

Ho sentito della lettera di Gianfranchino Fini,il pancin-fichista,come sarebbe stato definito da Tom Antongini,inviata al Corriere della Sera.
Parla di giustizia,esprime le sue opinioni e diverge,di un paio di millimetri,dalle idee del suo ducetto.
Riserbo totale da parte dei suoi ex colonnelli,compreso La Russa.
Solo Bocchino ha detto qualcosa che nessuno ha ricordato.
Capisco più i colonnelli (che detesto)che il Bocchino (che apprezzo sempre più).
Li capisco perchè,i colonnelli,conoscendo il loro generale(?) sanno che basterà un servizio di "striscia la notizia",una smentita di Mediaset ed un cenno di sopracciglio del ducetto,per far rimangiare al Gianfranchino queste,sia pur leggerissime,distanze.
Il pensiero unico è quello del ducetto ed unico deve rimenere.
Baùscia,zitto e torna a preparare pappette e cambiare pannolini.