UN ELOGIO ED UNA CRITICA A BEPPE GRILLO.

Mi sono molto allarmato leggendo l'ultimo post di Beppe Grillo.
Allarmato e preoccupato, ma anche un pò indispettito. Inizio quindi, con la critica a Beppe, per una sua consuetudine che causa il mio indispettimento (parola oscena che mi sono inventato in questo preciso istante) : spesso, Grillo, riferendosi a Fini & partners, usa il termine fascista e/o fascio. Questo mi indispettisce.
Ma presto il mio dispetto si attenua, svanisce ed alla fine scompare.
Beppe Grillo conosce la differenza tra un qualsiasi analino squagliato nel PdL ed un fascista. Beppe Grillo sà che c'è qualcuno, come il sottoscritto, fascista coerente e rispettoso, democratico e convinto assertore di una proposta sociale, legato ad una ideologia che nulla ha a che fare con l'egoismo capitalista, con il classismo, con la supremazia dell'oro sul sangue, con lo sfruttamento del lavoro, con il calvinismo massonico anglosassone ecc. ecc. ecc. Un fascista che non ha votato,sia per seguire le sue esortazioni e sia per non volersi associare, neanche per un 3%, a questi cialtroni castaroli.
Beppe Grillo non è uno sprovveduto e sopratutto non è un cretino disinformato e saccente, come può esserlo, e lo è, qualche "grillino" periferico di provincia.
Fini fascista? Ronchi, La Russa, Matteoli fascisti? Ma andiamo! Gasparri, poi, con quello sguardo, si può credere che sia fascista? Per non parlare di Alemanno, quel piccolo capponcino Gianni, che non ha aspettato i fatidici canti del gallo per affermare alle oche del Campidoglio i tre NO: no fascio, no post-fascio, no neo-fascio. Oh, yes, we can!
Quindi, lo confermo, il mio "indispetto" è svanito.
Rimangono l'allarme e la preoccupazione, una fortissima preoccupazione.
Nel suo ultimo post, Grillo sottolinea la anomalia democratica del nostro Paese, una anomalia unica nel suo genere ed unicissima nel mondo.
Le avvisaglie erano nell'aria, gli indizi erano tanti, ma oggi, Beppe mi ha aiutato a squarciare i veli, a non avere più dubbi : la nostra Democrazia, intesa come convivenza civile, regolata dalle leggi e dal reciproco rispetto, non c'è più, è scaduta in regime.
Dopo la fiducia(?) ottenuta e le formalità di rito, Berlusconi ha abbrancato lo scettro, Veltroni ha gettato la maschera, Fini ha usurpato i poteri e Schifani ha riposto la coppola.
Questo è un regime. Senza tintinnar di sciabole, senza stivali sbattuti, senza rivolgimenti cruenti(per ora...), il regime ha vinto, si è insediato dappertutto, a palazzo Chigi, a quello della Madama, a Montecitorio e, perfino, al Colle.
"Avrei potuto fare di queste aule sorde e grigie sfolgoranti studi televisivi..."
E non è vero, caro Beppe, che il Napolitano sia Morfeo, non è affatto vero.
Napolitano ha già dormito, ora è ben sveglio.
Ha dormito tranquillamente per sessant'anni. Dormiva quando qualcuno "infoibava" qualcun' altro, dormiva quando qualche cingolo schiacciava qualche studente e molti lavoratori. Dormiva il sonno del giusto, del compagno, del migliorista, protetto e salvaguardato dal cappello della Nato.
Poi, si è svegliato. Ha commemorato, con notevole ritardo, gli esecutati istriano-dalmati; ha celebrato, con un pò meno ritardo, i normalizzati di Budapest; si è riappacificato con la sua coscienza e si è insediato al Colle.
Oggi, ben sveglio, tutela il regime, veglia sulla normalizzazione, spinge per il partito unico, garantisce che tutto vada per il verso giusto. Buoni, dice, state buoni.
Lo dice ai Magistrati riottosi e custodi delle loro prerogative; lo dice ai politici che forse non ci vorrebbero stare, lo dice al neo ministro di grazia e giustizia del governo lombardo-siculo(...mi raccomando, sei giovane, sei bello, sei siculo, non fare i capricci...), lo dice ai suoi concittadini sommersi dalla mondezza. Il suo è il messaggio del buonista sommo, del nonno affettuoso, del garante della tranquillità.
Questo è il quadro che mi hai svelato, Beppe Grillo. Questa è la realtà.
Per questo ti voglio elogiare pubblicamente. Ti elogio per avermi aperto ancora di più gli occhi, ti elegio per avermi ancora di più allarmato, ti elogio per avermi ancora di più preoccupato.
Allarmato, preoccupato ed incazzato, anche se incazzato lo ero già da prima.
Ma se questa è la situazione, Beppe, dobbiamo reagire, dobbiamo proseguire, dobbiamo andare oltre, come diceva quell'altro finto fascista di Pino Rauti. Dobbiamo, tutti insieme, percorrere la strada della reazione democratica e, generosamente, anche sconvolgendo le nostre personali convinzioni, dobbiamo, se mi consenti, Beppe Grillo,...scendere in campo! E dillo pure a Travaglio.
Domani è sicuramente un altro giorno, ma domani è già troppo tardi.