SCHIFANI ED ALTRE SCHIFEZZE BIPARTISAN...

Malgrado questo Stato non sia il mio, malgrado la mia concezione della convivenza organizzata in una società civile non corrisponda alla attuale situazione nazionale, malgrado il mio disagio ideologico ad essere componente di questa Repubblica liberale, democratica ed antifascista, malgrado ciò, ho provato un turbamento quando, alcune settimane or sono, ho appreso dal sito "casadellalegalità.org" alcune notizie riguardanti Renato Schifani, allora semplice ma fedelissimo supporter del berlusconismo nazional-siciliano ed altrettanto semplice capogruppo di Forza Italia al Senato.
Ma quando ho sentito le informazioni confermate in TV da Marco Travaglio, di fronte ad un imbarazzatissimo p-dista doc come Fabio Fazio e, sopratutto quando ho letto le dichiarazioni di solidarietà espresse da tutte le mezze linee del partito unico veltrusconiano, da Matteoli alla Finocchiaro, da Gasparri a Cicchitto, da Follini a Volontè, da Rotondi a Petroni, da Cappon a Curzi, beh, allora, il mio turbamento si è trasformato in sgomento.
Sono sgomento, nel senso letterale della parola, perchè nel frattempo, lo Schifani di cui si dice...è diventato, tra l'entusiasmo dei più e la malcelata soddisfazione dei meno, Presidente del Senato della Repubblica, seconda carica dello Stato, naturale e costituzionale sostituto del Capo dello Stato nel caso di un suo eventuale impedimento.
Quindi, ho pensato, non è possibile che il "number two" possa essere stato socio di mafiosi, non è accettabile che giornali esteri suffraghino queste 'calunnie', non è consentibile che un qualunque giornalista possa riportare questo tipo di notizie.
Conosco Marco Travaglio, qualcuno ricorderà che è venuto a Civita Castellana a darmi una mano,
tutti sappiamo che è un tipo paziente nelle ricerche, sobrio e misurato nelle esternazioni, prudente e rispettoso nel riportare le notizie, preciso e puntuale nel diffondere informazioni e nel far conoscere "verità" nascoste dalla casta, dalle caste, politiche, giornalistiche e televisive.
Per questo, solidarizzando con lo Schifani e plaudendo ai suoi difensori bi-partisan, ho dedotto che questa volta Travaglio ha toppato.
Ho intuito che il sito "casadellalegalità" ha scritto delle cazzate, che i verbali delle intercettazioni sono stati manipolati, che Mandalà, D'agostino e Lombardo sono frutto della fantasia, che "El Pais" è un giornale di mestatori e squallidi mentitori, che è urgente una riforma del codice penale, di quello di procedura penale, di quello deontologico dei giornalisti, che è urgentissimo il divieto delle intercettazioni, che è opportuno anche, e finalmente, nel riformare la giustizia, stabilire una volta per tutte la sacrosanta norma del divieto delle indagini.
Ma finchè ciò non sarà codificato, ben venga "il mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona. Sarà quella la sede in cui, da una puntale ricostruzione dei fatti, la Magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad una azione altamente diffamatoria nei riguardi del Presidente del Senato".
Apprendo, quindi, con assoluta soddisfazione del conferimento di questo mandato da parte dello Schifani : nel tutelare l'onorabilità della sua persona, si tutela l'onorabilità dell'Istituzione, si garantisce il Parlamento, si tranquillizzano i cittadini, non solo gli elettori dell'ottanta per cento.
Sono soddisfatto anche se non ho ben capito.
Ma Schifani, ha querelato?
E se ha querelato, chi ha querelato?
Ha querelato Nick Gentile o Francesco Campanella? Ha querelato D'agostino o Mandalà? Ha querelato il sindaco Navetta o Enrico La Loggia o Simone Castello? Ha querelato il comune di Villabate o la Sicula Brokers o la famiglia Montalto? Ha querelato le microspie dei carabinieri o Abbate e Peter Gomez? Ha querelato "El Pais" o la TV di stato(!)?
Ha querelato Marco Travaglio?
Ed infine, se ha querelato, lo ha fatto con "la più ampia facoltà di prova"?
Sono sicuro di si: Schifani è un Presidente d'onore.
Stimolato dalla parola "onore", voglio rendere gli onori a quell'omino dagli occhietti stretti e dall'altezza inferiore alle media. Voglio rendere gli onori e riconoscere i suoi meriti al piccolo emergente della politica nazionale, al neo sindaco di Roma, al marito di Isabella, al genero di Pino, al minimus-magnus Gianni.
Ti fà onore, Gianni, affermare che non sei stato mai fascista, nè neo-fascista, nè post-fascista.
Ti fà onore, dopo trent'anni di gavetta oscura e faticosa, di sotterfugi, di finti comportamenti, di false affermazioni, di celebrazioni di "solstizi", di organizzazioni di campi "hobbit", di ostentazioni di croci celtiche e di saluti romani, ti fà onore, dire oggi, dall'alto del Colle Capitolino, che mentivi, che hai sempre mentito e che, probabilmente, non mentirai più.
Le oche del tuo "campidoglio" ti applaudono senza starnazzare. Tutte!
Io, no.
Io, Gianni Alemanno, genero riappacificato anche con te stesso, ti mando affanculo, con onore e con tanto, tanto piacere.