LETTERA APERTA AI "COMPAGNI" DI RIFONDAZIONE DI CIVITA CASTELLANA E NON SOLO.

Ho assistito, non invitato, ma accettato, alla assemblea degli iscritti di "rifondazione comunista" di Civita Castellana.
Civita Castellana, il mio Paese, è una città ad altissima concentrazione industriale (per ora) e con una altissima presenza di 'concorrenti alla produzione', operai, impiegati e tecnici.
Dall'immediato dopo guerra è stato un paese rosso (con percentuali elettorali bulgare), con diffusa militanza, con serrata dialettica, con marcate contrapposizioni.
Tutti erano rossi, le maestranze, i commercianti, la piccola borghesia emergente, professionisti ed intellettuali.
Era definita la "Stalingrado" italiana.
Dopo la "bolognina" è cominciata la rivoluzione culturale alla rovescia : scissioni, polemiche, contrapposizioni, addirittura accordi di una fazione (quella rifondarola) con la destra locale, per fottere i concorrenti della sinistra ormai moderata.
Risultato raggiunto : da otto anni la amministrazione locale è passata alla destra a-fascista e democristiana; le distanze tra le varie sinistre si sono acuite ed ormai, dopo le iniziative veltroniane, le sinistre, le varie sinistre, sono alla frutta, peggio, allo sbando.
Credo che situazioni simili si siano verificate in altre parti d'Italia, ecco perchè ne parlo.
Dunque, ho assistito ad una assemblea di iscritti di "Rifondazione".
Un pianto! Una partecipazione minima, una serie di interventi sinceri di 'compagni' delusi, un insieme di accorati rimpianti, una non convinta speranza nel loro prossimo congresso, uno smarrimento generalizzato accompagnato, anche, da una ricerca lessicale del significato del termine 'comunismo'. I dirigenti locali smarriti, insicuri, incapaci di presentare proposte o di proporre soluzioni. Una dirigente nazionale, che non ho ascoltato, preferendo sfuggire a quella depressione ideologica, dall'aspetto di una dimessa donnetta di mezza età, tranquilla, per bene, ma dimessa. Altro che una novella Nadezda Krupskaja !
La cosa che mi ha colpito di più, che più mi ha deluso, è stata la totale mancanza di una critica aperta, serrata, definitiva, ai dirigenti nazionali di "Rifondazione" : nessuna vaffanculata ai responsabili nazionali del disastro che ha travolto la sinistra alternativa. Addirittura il damerino Fausto, il Bertinotti auto definitosi il "comunista elegante", il 'Faust' che ha venduto l'anima a Bruno Vespa, alle cravatte di Marianelli ed ai profumi di Dolce e Gabbana, non è stato mai nominato, non è stato mai criticato, non è stato mai, almeno lui, mandato una volta affanculo!
Bandiera rossa non trionferà!
I militanti che, tutti, da come sembrerebbe emerso, non erano in sintonia con le decisioni centralistiche, verticistiche, dei loro datori di idee, quei militanti che, unici, hanno pagato la irreversibile mazzata elettorale, esposti agli sberleffi, alle prese per il culo, alle proprie amarezze, frustrazioni, disillusioni, quei militanti hanno la mia solidarietà : hanno la solidarietà di un "fascista" che ha già vissuto la loro esperienza, il loro dramma. Hanno la comprensione di un "fascista" che, come loro oggi, ha già assistito al tradimento, alla apostasia, alla fuga in avanti(?) dei rinnegati, all'andare oltre di quelli che si definirono gli oltranzisti delle Idee, dei puri interpreti del moderno fascismo. Hanno la considerazione, sincera, di un "fascista" che, rimasto al palo per convinzione, per coerenza, per confermata adesione ad una Ideologia, ha assistito ed assiste al trionfo dei 'post', degli 'a', degli 'anti' : al trionfo delle merde.
Come voi, militanti iscritti o non iscritti.
Ma a questi militanti rivolgo un consiglio ed un invito.
Non fidatevi di quanti hanno raggiunto e consolidato le loro fortune "materiali" fidando (ed ormai sfidandovi) sui vostri sentimenti, sulle vostre convinzioni e sulle vostre speranze.
Non fidatevi di quanti leggendo il "Capitale", se pure lo abbiano mai fatto, hanno saputo non avversarlo, non contrastarlo, non batterlo, ma soltanto inseguirlo e, finalmente, raggiungerlo.
Non fidatevi delle seconde linee, di quei dirigenti che prenderanno il posto dei vostri "pensionati d'oro" con l'unico morboso desiderio di raggiungere le stesse posizioni di privilegio.
Non fidatevi, non più.
Ho sentito molti di voi, nella vostra assemblea, affermare che bisogna ricominciare, che si deve ripartire, che si deve rifondare.
Giustissimo. Avete il diritto, e secondo me, anche il dovere, di ricominciare, di ripartire, di rifondare una Idea (che non è la mia, ma non importa). Non potete, voi, discaricare i vostri "sentire" le vostre sensazioni, i vostri sentimenti. Non potete discaricare le vostre Idee e, con esse, le vostre vite.
Non potete e non dovete.
Quindi "compagni" traditi, ricominciate, ripartite e rifondate. Ma tra voi, nel vostro ambiente, nei vostri luoghi di lavoro, ridatevi da fare : ce ne è tanto, da fare!
Rialzate la testa, aprite gli occhi, drizzate le orecchie e, finalmente, mandateli affanculo, i vostri capi!
Cari "compagni, fascisti impazienti" e, purtroppo, depressi.
Da Civita Castellana (come dai paesi e dalle periferie di tutta Italia) si può ripartire: possono ripartire gli ultimi "anti", gli ultimi oppositori del liberismo, del capitalismo, dell'imperialismo, della globalizzazione, dell'egoismo, dello sfruttamento e del colonialismo economico.
Possono ripartire, e vincere, gli ultimi moicani e gli ultimi giapponesi testardi e sempre in guerra.
Una guerra giusta, doverosa e difficile.
Una guerra che si deve fare e che si può , ancora, vincere!
Dalla scintilla nasce, sempre, una fiammata. E senza obbligarvi ad una ricerca storiografica, vi cito io la fonte di questa frase : Vladimir Ilyich Ulyanov, in arte Lenin.