BERLUSCONI O FORBICE ? LA FINOCCHIARO O GLI ALLOCCHI ?

Ho assistito al finto dibattito sulla fiducia al Senato.
Ho sentito pure un passaggio di Forbice a Zapping.
Pensavo di scrivere sul primo argomento.
Ho pensato che gli amorosi sensi dell'incestuoso abbraccio tra il capo del governo e la capetta dell'opposizione meritassero una riflessione.
A nome del venti per cento che ha votato contro il vomito dell'inciucio ed a nome del venti per cento che non ha proprio votato, volevo esprimere lo sdegno che hanno provocato i due protagonisti, i due primi attori del dramma (o è già tragedia?) che coinvolge l'Italia.
Volevo imprecare contro la fine, decretata bipartigianamente, della democrazia nel nostro Paese; volevo maledire quel nasone amerikano che ha raggiunto il suo scopo e quello del nuovo "conducator"; volevo bestemmiare contro gli dei che hanno ottenebrato le menti ed il voto dell'ottanta per cento.
Volevo stramaledire ed augurare ogni peggior cosa al beneficiario (ed inventore) del detto "video e culetto, italiano perfetto".
Ma, in macchina, mentre arrivavo al mio computer, per caso ho sentito Agatino Aldo Forbice, il noto super conformista, il conduttore RAI buono per tutti e di più, per tutte le stagioni, per tutte le maggioranze, ritornare, impedendo ad un ascoltatore di proseguire, sul suo giudizio su Grillo ed i grillini.
Al dramma ho preferito la commedia; alla tragedia ho anteposto la farsa.
Per questo tralascio la Finocchiaro e mi occupo di Agatino. Per questo non parlo delle slinguate tra maggioranza e minoranza ma scrivo delle leccate, solitarie ma efficaci, per lui, del suadente Agatino Aldo Forbice, cittadino onorario per meriti out-lettiani di Valmontone e stipendiato (quanto?) dalla dissestata RAI.
Sono anni, che per il tipo di lavoro che faccio, la sera, nell'orario di "Zapping" ascolto la radio. Sono anni che non essendo persuaso delle posizioni del nostro Agatino, ho provato e provo a contattare la trasmissione. Sono anni che, dopo vari tentativi, qualche volta sono riuscito e riesco a collegarmi ed a dire la mia, in diretta.
Beh, dire la mia è improprio, sono riuscito a dire 'quasi' la mia, anzi, riuscivo a dire solo una parte della mia e questo perchè l'Agatino provinciale, svelto come un fulmine nell'uso del pulsante, prima mi troncava il discorso, poi, interrompendomi, svicolava, infine, l'ultima volta, poche sere fà, alla mia seconda o terza parola, mi ha impedito di dargli dell'imbecille in diretta.
Naturalmente il contendere più recente ha riguardato il suo definire allocchi quelle centinaia di miglaia di cittadini (si, Agatino, sono cittadini, non sono come te) che approvano Beppe Grillo, firmano le sue proposte e sottoscrivono i suoi referendum.
Premetto che più di essere un grillo, io sono una vecchia locusta, affamata, famelica, vogliosa di vivere l'epopea di una stagione di vendette, desiderosa di abbattersi, con migliaia di altre cavallette, nei giardini odorosi e rigogliosi del potere sconcio e prepotente e ridurli in desolati paesaggi privi di vegetazione, riarsi e polverosi.
Fatta questa aulica e, in fin dei conti, romantica, pur se riduttiva premessa, vi riferisco quello che, questa sera, alle otto e quaranta, alla presenza del professor De Nardis, di Paolo Franchi e di un altro non so chi, ha detto Aldo Agatino Forbice, appena usato l'omonimo strumento ai danni di un interlocutore, a proposito del "grillismo":
"Allocchi" non è poi una affermazione cosi offensiva.
Lui condivide alcune cose dette da Grillo.
Non condivide il modo ed i termini.
Ha anche chiesto scusa.
Grillo, comunque, è uno che non ammette contradittorio.
Basta, è ora di finirla ecc. ecc. ecc.....
Ha ragione Agatino Aldo Forbice, ha ragione.
Allocco non è poi una affermazione cosi offensiva.
L'allocco poi è il cosidetto barbagianni.
Il barbagianni è indicato, nel dialetto del mio paese, Civita Castellana, con il nomignolo di "o patalocco".
Il barbagianni è un rapace notturno, simile alla civetta, solo un pò più grande e più chiaro di penne.
Anche la civetta, nel dialetto del mio paese ha un nomignolo, si chiama "a ciuvetta".
Nel mio paese "a ciuvetta" è anche il soprannome che si dà alle ragazze giovani, spensierate e, a volte, generose e disponibili.
La loro disponibilità è caratterizzata da scarsa riflessione, da assenza di malizia e da totale mancanza di tornaconto.
Io, vecchia locusta, rivendico il ruolo di vecchio "patalocco".
Aldo Agatino Forbice, non ti senti mai, una vecchia "ciuvetta" che obbedisce a chi comanda, riflettendoci molto, con tanta malizia e con tanto, tanto tornaconto ?
Specchio del cazzo, chi è il più bello del palazzo ?
Avviso ai naviganti : da qualche tempo, per sfuggire alla censura preventiva delle "forbicine assistenti" sono costretto ad usare un altro telefonino ed a presentarmi con un altro nome.
Ah, Agatone il censore, ti fai sempre riconoscere !