UN COMMENTO DA UN GRILLINO SENZA PARENTI CUOCHI

Tra i vari commenti al mio articolo sul "grillino dubitato", ne pubblico uno solo, perchè firmato e perchè non infarcito di insulti indirizzati, comunque, non al sottoscritto.
Il quale sottoscritto (e neppure coloro che hanno attaccato Giuseppe Anelli, credo...), trova anormale amare i propri genitori od i propri parenti.
Non è questo il punto, e la mia posizione nei vostri confronti non c'entra affatto.
Gianluca, fai attenzione : tu mi scrivi, al posto di Giuseppe (forse è già diventato un irragiungibile?) ed anche tu non mi sai dire le modalità dell'incarico al professore emerito.
Concordo con te considerare normale l'avere idee diverse dai propri parenti : non trovo normale "nascondere" certi parenti e, sulle idee diverse, non rispondere a precise richieste di alcuni lettori del mio blog.
Comunque, se è considerato normale tacere e non prendere le distanze, io personalmente non sono d'accordo.
Per quanto riguarda il 'fango', non mi sembra proprio che nè il sottoscritto, nè i lettori del mio blog (neppure quel becero di Gasperone), abbiano infangato nessuno, al contrario di quanto abbiano fatto un paio di zecche, intellettualoidi e strapaesane, nei confronti di qualcun altro.
Qualcuno, sul mio blog e sul portale "civita castellana.com",si è limitato ad insultare me.
A questo punto dico "fine della trasmissione" ! Non mi interessa continuare.
Non mi interessa più.
Chi se ne frega di Giuseppe Anelli, il sentimentalissimo reticente.
Chi se ne frega del prof. Anelli e/o del Sen. Bonatesta.
Chi se ne frega dello squalo, il democristiano convertito, andreottiano di ferro, culo e camicia di Comunione e Liberazione, se non sbaglio editore e finanziatore de "Il Sabato", ceduto poi, mi sembra, alla famiglia Marchini con i buoni uffici di D'Alema.
Sono certo, Gianluca, che se incontri per strada il noto "antipolitico" anti- casta e filo grillino, Nando Gigli e gli domandi chi fosse Vittorio Sbardella, ti risponderebbe senza tentennamento : il Vissani degli anni ottanta e l'Alaimo dei primi anni novanta".
Ciao, Gianluca, se vorrai potremo parlare d'altro.